Tecnologie dell'informazione

« Passatempo semplice o rivoluzione? » : 35 anni fa, Linus Torvalds dava vita a Linux, un progetto che ha cambiato tutto

Par Valentin 1 Settembre 2026 4 min de lecture
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Il 25 agosto 1991, uno studente finlandese annunciava il suo progetto di un sistema operativo libero, che definiva un semplice hobby. Nessuno avrebbe potuto immaginare che questo modesto fai-da-te avrebbe rivoluzionato l’intero universo informatico. Trentacinque anni dopo, Linux è ovunque, dai tuoi smartphone ai supercomputer più potenti!

Linux compie 35 anni: quando un hobby studentesco sfida i giganti del software

Linus Torvalds non cercava gloria né fortuna. Per lui, Linux era un progetto personale, un «fai-da-te» nell’ombra, lontano dalle ambizioni industriali del momento. Eppure, questo semplice kernel per processori x86 ha rapidamente guadagnato importanza.

All’epoca, Unix dominava in alcuni circoli, ma rimaneva un sistema secondario. Linux si è affermato grazie a un approccio radicalmente aperto. Torvalds accettava e incoraggiava i contributi esterni – una rivoluzione in un mondo informatico statico. Questo modello ha dato vita a quello che oggi chiamiamo open source.

Non c’è da meravigliarsi se alcuni dei primi sviluppatori siano ancora attivi oggi, perpetuando questo spirito di collaborazione senza pari. Questo progetto fatto in casa a Helsinki è diventato le fondamenta dell’informatica moderna.

Dalla stanza dello studente ai server del pianeta

Immagina uno studente con il suo PC, che pubblica un semplice messaggio su Usenet, quel “forum” d’altri tempi. In quel 25 agosto 1991, annunciava che stava sviluppando un sistema operativo libero, «non sarà professionale». L’ironia del destino: oggi, Linux alimenta l’80% dei server web.

Google, Facebook, Wikipedia, la maggior parte delle infrastrutture cloud girano su questo kernel. Anche Microsoft Azure, suo concorrente, vede Linux al vertice dei suoi utilizzi. Senza dimenticare i supercomputer, dei quali i 500 più potenti usano Linux. E che dire di Android, il sistema che si basa su questo kernel e alimenta miliardi di smartphone?

Un tale successo per un progetto definito «solo un hobby», fa riflettere, vero?

Un nome, un’identità: come Linux è diventato Linux

In origine, questo sistema voleva chiamarsi «Freax», un mix di «free», «freak» e «x» per Unix. Il nome non ha conquistato tutti. È stato Ari Lemmke, un amico di Linus, a battezzare la directory del progetto «Linux» sul server FTP dell’università di Helsinki. Questo nome è rimasto, un semplice colpo di fortuna che ha imprimato durabilmente la storia.

Gli inizi non furono facili. Linus aveva solo un PC e fu a casa del suo amico Lars Wirzenius che Linux fu installato per la prima volta. L’installazione avvenne mentre Lars faceva un pisolino – una piccola aneddoto che riassume l’atmosfera rilassata ma determinata attorno al progetto.

Dalla versione 0.02, Linux cominciava ad attirare una piccola comunità di appassionati pronti a testare, correggere e migliorare. Era l’inizio di un’avventura collaborativa che avrebbe superato tutte le aspettative.

Il punto di svolta decisivo e la maturità tecnica

I primi mesi furono cruciali. A Natale 1991, Linux integrava la paginazione su disco, un progresso concreto che lo differenziava già da Minix, il suo diretto concorrente. Da una versione 0.03 nel novembre 1991, si passava rapidamente alla 0.12 nel gennaio 1992. Linux diventava realmente funzionale.

Il supporto completo al sistema grafico X Free86 nell’estate del 1992 ha trasformato Linux in un sistema viabile, più di una semplice curiosità. È anche in questo periodo che Linus si è reso conto che «sconosciuti stavano usando il mio sistema» – un momento cruciale.

In parallelo, il passaggio sotto licenza GPLv2 ha giocato un enorme ruolo nell’adozione. Questa licenza, a volte contestata, garantiva il mantenimento della libertà del codice pur consentendo una crescita commerciale sana. Un equilibrio raro, fragile, ma efficace.

Linux oggi: la rivoluzione è ovunque, anche dove non la si aspetta

Nel 2026, Linux non si accontenta più dei server e del cloud. L’ultima frontiera è quella del desktop – un terreno a lungo dominato da Windows e macOS. Il passaggio a Linux si accelera, sostenuto da distribuzioni più accessibili e una crescente preoccupazione per la sicurezza e la trasparenza.

E Linus Torvalds in tutto ciò? Niente pensione in vista. Questo veterano, sia burbero che appassionato, continua a mantenere il kernel con la stessa rigore. Tra la gestione delle patch e l’integrazione dell’IA per rilevare i bug, non ha intenzione di lasciar perdere.

Altri attori importanti come Theodore Ts’o rimangono all’avanguardia, lo scambio tra sviluppatori e aziende non smette di nutrire l’ecosistema. È questo mix di passione, tecnica e professionalità che rende Linux unico.

Le sfide tecniche e i prossimi passi

Di fronte all’evoluzione permanente delle necessità, Linux deve adattarsi. La moltiplicazione delle architetture hardware, la gestione della sicurezza e l’integrazione con l’IA sono le sfide principali. Senza dimenticare la frammentazione delle distribuzioni, che rimane un argomento spinoso.

Git, nato dalla volontà di Linus di gestire meglio il suo codice, rimane uno strumento fondamentale. Simboleggia lo spirito pragmatico del progetto: rendere le cose semplici, efficaci e affidabili. Niente chiacchiere inutili, solo codice corretto.

Il futuro potrebbe vedere Linux affermarsi ancora di più nei posti di lavoro, nel mondo dell’embedded, e persino nell’IA. Questa avventura nata da un hobby continuerà dunque a scrivere la sua leggenda.

Fonte: www.zdnet.fr

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Valentin

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