La Francia sta compiendo una scommessa audace avviando la migrazione delle sue workstation Windows a Linux. Questo cambiamento riflette una forte aspirazione alla sovranità digitale. Il governo vuole recidere i legami con i giganti tecnologici americani, anche a costo di una completa riprogettazione del sistema.
Una svolta fondamentale per la sovranità digitale francese.
L’8 aprile, la Direzione interministeriale per gli affari digitali (DINUM) ha annunciato ufficialmente la graduale dismissione di Windows in tutte le amministrazioni francesi.
Inizialmente, solo le workstation interne del DINUM, circa 350 macchine, passeranno a Linux, più precisamente alla distribuzione GendBuntu per le forze dell’ordine.
Ma la vera questione è la portata: a lungo termine, l’obiettivo è quello di tagliare quasi 2,5 milioni di posti di lavoro nelle amministrazioni francesi.
Liberarsi dalla dipendenza americana: una priorità strategica
David Amiel, Ministro dell’Azione Pubblica e dei Conti, non usa mezzi termini: lo Stato non può più rimanere dipendente dagli strumenti americani.
Questo è circa riprendere il controllo del suo sistema informatico. Non è solo una questione tecnica, ma anche politica.
Nel pieno di una guerra economica digitale, affidare i propri dati a una multinazionale straniera solleva interrogativi.
Il punto di forza di GendBuntu: quasi vent’anni di esperienza.
Non stiamo parlando di un Linux spuntato dal nulla. Dal 2008, la Gendarmeria Nazionale utilizza GendBuntu, una versione di Ubuntu adattata alle esigenze delle forze dell’ordine.
Questo progetto pilota ha convinto oltre 100.000 macchine, garantendo stabilità e sicurezza comprovate.
Il ritorno sull’investimento è evidente: grazie a GendBuntu, la Francia risparmia circa 2 milioni di euro all’anno rispetto a Windows 11.
Risparmi considerevoli per lo Stato
Le stime suggeriscono che estendere il processo di migrazione a tutti i ministeri potrebbe generare un risparmio annuo di oltre 40 milioni di euro.
Non si tratta di un semplice aggiustamento. È un duro colpo per la spesa in software, un vero e proprio cambio di modello.
La razionalizzazione dei costi va di pari passo con la ricerca della completa autonomia.
FranceOS: la distribuzione Linux che sostituirà Windows
La distribuzione scelta, qui chiamata FranceOS, è modellata su GendBuntu e basata su Ubuntu 26.04, che è ancora più moderna.
Includerà il kernel Linux 7.0 e l’ambiente desktop GNOME 50, con un passaggio finale a Wayland, che è più efficiente e sicuro.
Verranno integrati un design pulito e applicazioni open source robuste come LibreOffice, Firefox ESR e Thunderbird.
Una suite digitale sovrana, realizzata in Francia.
FranceOS non si limita al sistema: integra anche La suite digitale, una serie di applicazioni cloud open source già utilizzate da 600.000 enti pubblici.
Questa suite comprende un sistema di messaggistica sicuro (Tchap), una piattaforma per videoconferenze (Visio) e strumenti collaborativi, progettati per eliminare la dipendenza dai servizi americani.
Ogni applicazione è progettata per funzionare in sinergia grazie a un unico sistema di accesso singolo (single sign-on) e a un’infrastruttura ospitata in Europa.
La stretta tempistica per l’adozione su larga scala
Sebbene il DINUM sia a capo del progetto, ogni ministero dovrà sviluppare la propria tabella di marcia entro l’autunno. Tale tabella di marcia determinerà come e quando le workstation migreranno a Linux.
La misura non sarà un salto istantaneo, ma una transizione graduale, evitando così il caos.
Si tratta di una strategia pragmatica che coniuga l’esperienza sul campo con una forte volontà politica.
Fonte: www.zdnet.com

Comments
Leave a comment