La Francia sta intraprendendo una svolta decisiva nella sua strategia digitale, abbandonando gradualmente Windows. La decisione riguarda 2,5 milioni di postazioni di lavoro, quelle utilizzate dalle pubbliche amministrazioni, che avrebbero dovuto migrare progressivamente a Linux. L’obiettivo non è solo tecnico, ma anche politico: riconquistare la sovranità digitale.
Una migrazione governativa basata sull’esperienza della Gendarmeria
Non giriamoci intorno: questo cambiamento non è un capriccio o un semplice esperimento. Dal 2008, la Gendarmeria Nazionale francese ha implementato una versione personalizzata di Ubuntu, chiamata GendBuntu, su oltre 100.000 postazioni di lavoro. Questa distribuzione, lungi dall’essere un’iniziativa di poco conto, è ora in esecuzione su macchine critiche. La Francia sta sfruttando questo successo per estendere la transizione a tutte le pubbliche amministrazioni.
Parzialmente finanziata da ingenti risparmi – oltre 2 milioni di euro risparmiati annualmente dalla Gendarmeria – questa migrazione promette un rapido ritorno sull’investimento. Ogni ministero dovrà presentare un piano di migrazione entro la fine dell’autunno. Il governo non vuole più essere soggetto a cambiamenti di politica commerciale o tecnica imposti da Microsoft.
Una tempistica serrata ma calcolata per evitare la dipendenza americana.
La pressione del governo è evidente. La Direzione interministeriale per gli affari digitali (DINUM) ha già iniziato la migrazione delle proprie workstation, circa 350, a Linux. Altri ministeri stanno pianificando la loro transizione nei prossimi mesi. Il ministro David Amiel sottolinea che sovranità digitale Non è più un’opzione; sta diventando una necessità strategica.
Le sfide sono numerose. Il passaggio da Windows a un ambiente Linux per 2,5 milioni di postazioni di lavoro è ben lungi dall’essere un semplice cambio di logo. Si tratta di una revisione completa delle pratiche, degli strumenti e delle abitudini dei dipendenti pubblici. Il governo si sta concentrando sulla coerenza, in particolare rendendo ampiamente disponibili la suite LibreOffice e gli strumenti di comunicazione open source.
FranceOS: la nuova distribuzione che sostituirà Windows
Quindi, cosa c’è di nuovo in questo mondo senza Windows? La distribuzione su cui si baserà la migrazione, ispirata a GendBuntu, si chiamerà ufficialmente FranceOS. Basata sull’ultima versione di Ubuntu LTS, adotta pienamente le tecnologie più recenti, come il kernel Linux 7.0 e il sistema grafico Wayland.
Questa base garantirà una migliore compatibilità hardware e una maggiore sicurezza. Un altro cambiamento degno di nota: i vecchi strumenti di Windows sono stati abbandonati; LibreOffice 26.2.2 sostituirà Microsoft Office, mentre Firefox ESR 140 sarà il browser predefinito. L’intero sistema è ottimizzato per la produttività e, soprattutto, per la sostenibilità a lungo termine.
Una suite di software sovrana a supporto del cambiamento
FranceOS non verrà distribuito come un pacchetto frammentato. Includerà “The Digital Suite”: una suite di strumenti open source che combina posta elettronica, suite per ufficio collaborative e archiviazione cloud ospitata in Europa. Questa scelta è fondamentale per evitare la tentazione dei colossi americani e i rischi associati alla privacy dei dati.
La piattaforma integra Tchap per la messaggistica istantanea sicura, Visio per le videoconferenze e France Transfert per la condivisione di file di grandi dimensioni. Tra gli enti che la utilizzano ci sono già oltre 600.000 dipendenti del settore pubblico, a dimostrazione della maturità dell’ecosistema e della sua prontezza a supportare una transizione di massa senza panico bancario o caos tecnico.
L’impatto economico e tecnico previsto della migrazione a Linux
Si parla molto di risparmi sui costi. In effetti, la migrazione potrebbe consentire alla Francia di risparmiare almeno 40 milioni di euro all’anno, solo sulle licenze e sui costi relativi a Windows. Una cifra tutt’altro che irrilevante, se si considera che il bilancio complessivo per i sistemi informativi pubblici è sottoposto a una pressione costante.
Tuttavia, l’aspetto finanziario non dovrebbe oscurare la complessità tecnica. Il passaggio da Windows a Linux implica la formazione dei team, l’adattamento delle pipeline software e la gestione dell’interoperabilità con i partner internazionali che utilizzano ancora Microsoft 365 o Google Workspace. Il governo sta affrontando la questione in modo metodico e pragmatico.
In sintesi, stiamo assistendo a un’impresa colossale ma ben gestita. La Francia si è data tempo fino al 2027 affinché tutti i dipartimenti governativi abbiano completato la migrazione. L’obiettivo è chiaro: sovranità digitale Non dovrebbe più essere solo una parola usata nei discorsi. È una battaglia quotidiana, e inizia oggi con Linux sul desktop.
Fonte: www.zdnet.com

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