Ecosia e Qwant hanno appena raggiunto un traguardo evidente per Linux. Il motore di ricerca ecologico lancia il suo browser su una piattaforma a lungo trascurata. Dietro a questo lancio, c’è una volontà forte di costruire un’alternativa europea seria a Google.
Va detto che la comunità Linux non è da sottovalutare. È abituata a essere snobbata o dimenticata quando arrivano le novità . Ma Ecosia rompe questa routine proponendo finalmente un browser che si allinea ai valori dei suoi utenti.
Il browser Ecosia arriva finalmente su Linux, un vero sollievo
Dal 2024, Ecosia ha già lanciato il suo browser su Windows, macOS e persino mobile. Ora, è accessibile agli utenti Linux tramite l’App Center di Ubuntu, Snap Store o Flathub.
Questa versione punta a una nicchia comunque molto impegnata: una comunità tecnica critica e diffidente, spesso esperta in strumenti open source e attenta al rispetto della privacy.
Il suo fondatore, Christian Kroll, sottolinea che questo browser offre un motore di ricerca rispettoso del clima e della privacy, cosa che mancava crudelmente a questo ecosistema.
Questa offerta non si limita a un semplice gesto ecologico
Il partenariato con Qwant non è solo il risultato di un calcolo simpatico. Nel 2024, Ecosia e Qwant hanno creato la joint venture European Search Perspective. Questa sviluppa un indice di ricerca europeo.
Possedere questo indice è fondamentale. Senza questa base, un browser, per quanto virtuoso, rimane prigioniero dei risultati forniti da Google o Bing. Questo lancio su Linux partecipa all’aumento del traffico verso questa infrastruttura indipendente.
È il mattone che consolida l’autonomia digitale europea. Un vero contrappeso contro i giganti americani, e non solo un regalo ai libristi.
Linux non è più un outsider in Europa
La quota del sistema sui computer in Europa è raddoppiata in due anni, passando dal 2,5% a circa il 6,4%. Windows, invece, è sceso sotto la soglia del 70%.
In Francia, questa soglia supera il 5%, un segno che questa piattaforma sta diventando indispensabile per alcuni usi. Va detto che Linux piace alle aziende e ai singoli utenti attenti alla sicurezza e al controllo dei propri dati.
E l’arrivo di Ecosia, con Qwant alleato, si presenta proprio al momento giusto. Bruxelles ha appena imposto a Google di condividere dati anonimizzati entro il 2027. Questa decisione potrebbe bilanciare ulteriormente la battaglia sui risultati di ricerca.
Valori espressi che non fanno l’unanimitÃ
Tuttavia, la comunità Linux rimane diffidente. Il browser di Ecosia si basa tecnicamente su Chromium, un progetto open source. Ma il codice del browser stesso non è aperto.
Questo solleva interrogativi tra i puristi del software libero. Tanto più che hanno già alternative solide come Firefox o Vivaldi. Quest’ultimo mostra anche un’orientamento europeo, rispettoso dei dati personali.
Tuttavia, questo nuovo attore può risvegliare un segmento che molti pensavano stabilizzato. La battaglia per i libristi è ben avviata, e Linux si afferma ora come un campo di gioco serio.
Verso una sovranità digitale europea tangibile
Il più interessante rimane la costruzione di un indice comune tra Ecosia e Qwant, che evolverà per coprire più lingue e culture digitali.
L’idea non è solo quella di contrastare Google per le sue quote di mercato. È una vera lotta per la privacy e la libertà online, con un motore a chiave.
Linux, che guadagna potenza, diventa un vettore essenziale per questo progetto, garantendogli una diffusione rafforzata presso una comunità critica ed esigente.
Fonte: www.01net.com

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